14 aprile 2005
Navteq: la georeferenziazione al suolo
Le informazioni possono essere attribuite ad una mappa solo se la loro posizione è nota. La georeferenziazione al suolo è un modo di localizzare la posizione di un indirizzo partendo dalle coordinate di latitudine e longitudine e visualizzandole sulle mappe.
Si ritiene che l’80% di tutti i dati contenga un riferimento spaziale. Le organizzazioni utilizzano la georeferenziazione
al suolo per integrare i dati dei fornitori con le mappe NAVTEQ ed effettuare ricerche di informazioni e
coordinate basate su indirizzi relativi ad un area, con o senza attributi di navigazione.
“Nella maggior parte dei casi, il processo di georeferenziazione al suolo collega i database contenenti le informazioni sugli indirizzi alla mappa tramite gamme di indirizzi o codici postali” – spiega Ian Prentice, direttore vendite Business Solutions di NAVTEQ per il Regno Unito e l’Irlanda. “Il collegamento dei database di indirizzi alla mappa consente di effettuare l’analisi spaziale. È inoltre possibile il collegamento e l’analisi con altre informazioni associate al database".
I rivenditori, per esempio, potranno scoprire dove vive la maggior parte dei loro clienti o quanta strada percorrono per arrivare ad un negozio. La georeferenziazione al suolo di tipo inverso è un metodo per determinare le coordinate di latitudine e longitudine e identificare la strada alla quale si riferiscono.
Esempi di georeferenziazione al suolo di tipo inverso sono le applicazioni di localizzazione, in cui la posizione di un veicolo rubato può essere identificata in modo da avvisare la polizia di recarsi a quel determinato indirizzo.
Turning Point Numero 9, Primavera 2005
www.navteq-connections.com